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La bioagricoltura e l’agricoltura tradizionale e i loro effetti sull’ecosistema

11 marzo 2023Autore: admin 195 views Nessun commento

Negli ultimi anni il termine “bioagricoltura” è entrato sempre più a far parte del linguaggio comune, spesso in contrapposizione alla definizione di agricoltura tradizionalmente intesa.

Nonostante se ne parli spesso, permangono ancora alcuni dubbi in merito all’agricoltura biologica, pertanto nel seguito, si cercherà di fare chiarezza sui principali aspetti caratterizzanti questa tipologia di agricoltura.

Per prima cosa è bene chiarire che con le espressioni “bioagricoltura” ed “agricoltura biologica”, si va a definire quel tipo di agricoltura che ha a cuore non solo il pienobioagricoltura rispetto della stagionalità dei prodotti, che si intende coltivare, ma anche dei terreni in cui ciò accade. Altro aspetto cardine, è il rifiuto dell’utilizzo di qualsiasi sostanza chimicamente nociva per l’ambiente e per le piante durante tutte le fasi di produzione (dalla coltivazione ai vari trattamenti successivi), come ad esempio diserbanti e concimi non naturali.

Le linee guida dell’Europa

La spiegazione completa e particolareggiata del termine Bioagricoltura, insieme alla definizione dei parametri necessari affinché si possa parlare compiutamente di agricoltura biologica, è contenuta all’interno di speciali linee guida presenti nella norma europea numero 2092 del 1991.

In tale norma, oltre alla rappresentazione di tutti gli aspetti direttamente legati alla produzione di frutta e verdura totalmente BIO (dal rispetto della stagionalità dei prodotti, alla premura da destinarsi ai terreni in cui la semina e la raccolta avviene), si fa riferimento anche ad una serie di divieti imprescindibili, quali ad esempio l’obbligo di non fare uso di sostanze chimiche come diserbanti e concimi potenzialmente dannosi per le piante stesse in primo luogo, e per i consumatori poi.

Infine altrettanto importante, la definizione di parametri di controllo cui si deve strettamente tener conto, durante tutto il ciclo produttivo, dalla prima all’ultima fase di cui si compone la filiera di produzione.

Cosa accade all’ecosistema: vantaggi e svantaggi

A questo punto può essere senz’altro utile, comprendere più approfonditamente quali possano essere i vantaggi derivanti dalla scelta di prediligere la bioagricoltura rispetto all’agricoltura tradizionale ed inoltre quanto e in che maniera, laddove possibile, queste due tipologie di agricoltura possano coesistere.

In ultima analisi sarà anche doveroso riflettere sull’eventualità che l’agricoltura biologica possa comunque presentare degli svantaggi, ed in tal caso, sarà altrettanto necessario fare degli ulteriori confronti con l’agricoltura convenzionale e tradizionale.

A tal fine si procederà ponendo all’attenzione, l’analisi di quanto emerso da due importanti studi, il primo eseguito dal Rodale Institute, in merito a comparazioni in ambito agricolo tra metodologie tradizionali e biologiche, ed il secondo tenutosi presso la Oxford University inerente quanto consistente sia l’impatto sull’ecosistema, derivante dall’esistenza di entrambe le tipologie di agricoltura.

Per ciò che concerne i risultati ottenuti dallo studio del Rodale Institute, si è giunti alla conclusione che tramite la bioagricoltura, è possibile pervenire a raccolti che, per quantità di prodotto, sono di fatto equivalenti a quelli ottenuti impiegando una tradizionale forma di agricoltura.

Ciò si rende possibile grazie alla tecnica della rotazione dei terreni adibiti alla semina e alla coltivazione. Il dato maggiormente interessante però, è il seguente: qualitativamente i raccolti in questione, sarebbero migliori di quelli ottenuti per mezzo di tecniche di agricoltura tradizionale-convenzionale.

In effetti, ciò è da ritenersi come la naturale conseguenza della totale assenza di sostanze chimiche nocive, per le piante e per l’uomo, circostanza che rende certamente più salutare il prodotto destinato al consumatore.

A trarne beneficio inoltre, sono anche i terreni in cui si procede alla coltivazione biologica, tipica della bioagricoltura. Nell’agricoltura bio infatti, come anticipato in precedenza, si procede alla rotazione delle colture. Ciò consente in primo luogo di massimizzare i nutrienti presenti nel terreno e allo stesso tempo, favorisce un’azione difensiva contro la presenza di parassiti, agenti patogeni invasivi ed erbe infestanti.

Tra i vari effetti positivi inoltre, va sottolineato che i terreni impiegati per la bioagricoltura, risultano essere più resistenti alla siccità, recando a parità di ridotto contributo d’acqua piovana, un maggiore raccolto rispetto ai terreni destinati all’agricoltura tradizionale.

Veniamo ora, a quanto emerso dagli studi eseguiti dai ricercatori della Oxford University. Innanzitutto va detto che l’obiettivo principale di tali indagini, è stato quello di monitorare e dunque conoscere, quanto impattanti fossero sull’ecosistema e in generale sull’ambiente, l’agricoltura tradizionale da un lato, e  quella biologica dall’altro.

In particolare sono state  eseguite comparazioni di differenti studi europei, tutti condotti nell’arco temporale di una settimana, tenendo in considerazione alcuni parametri, quali ad esempio:

  • Contenuto di sostanze chimiche nocive e tossiche;
  • Grado di tutela della biodiversità e delle specie viventi;
  • Livello di emissioni relative ai gas serra
  • Livello di emissioni di ossido di diazoto, di ammoniaca e di fosforo

I risultati emersi, mettono in luce quanto tra le due tipologie di agricoltura, in termini di tutela della biodiversità, sia maggiormente solidale con l’ambiente la bioagricoltura. In quest’ultima infatti, la biodiversità risulta essere maggiore del 30% rispetto a quella presente nell’agricoltura tradizionale.

Per ciò che riguarda le emissione di gas serra, i risultati mostrano una situazione pressoché identica, mentre le emissioni di ossido di diazoto e di ammoniaca sono minori nell’agricoltura convenzionale. Ulteriore aspetto di cui tener conto nell’ambito della bioagricoltura, è quello legato al consumo maggiore di terreno in relazione al quantitativo di prodotto da ottenere. Tuttavia, è bene sottolineare che tale svantaggio viene comunque in parte limitato ed assorbito, da una concreta riduzione degli agenti responsabili dell’inquinamento ambientale, poiché non si fa uso di fertilizzanti chimici ed altre sostanze sintetiche, nonché dal consumo più limitato e parsimonioso di energia.

La possibilità di un’agricoltura ibrida

Una volta noti i vantaggi e gli svantaggi legati all’impiego dell’agricoltura tradizionale e della bioagricoltura, al fine di operare sempre con l’intento di salvaguardare il benessere dell’ambiente, gli studiosi ed i ricercatori del campo, hanno suggerito nel tempo di optare per una forma mista tra le due, una sorta  di agricoltura ibrida con cui si  possano integrare le tecniche ed i meccanismi di coltivazione più vantaggiosi e sostenibili di entrambe.

Basti pensare ad esempio alla cosiddetta “lotta biologica”, basata sull’antagonismo presente in natura tra le varie specie, in sostituzione di pesticidi ed insetticidi che inevitabilmente possono influire negativamente non solo sulla qualità del prodotto, ma sulla sua salubrità.

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