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Cos’è la sindrome del burnout

24 luglio 2019Autore: admin 57 views Nessun commento

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto il burnout come sindrome da stress da burnoutlavoro, si tratta di una situazione che colpirebbe di più le donne e una determinata fascia d’età, cerchiamo di capire di cosa si tratta.

La sindrome del burn out è un processo che deriva dallo stress che può manifestarsi in qualsiasi organizzazione di lavoro, in passato si pensava potesse colpire solo figure caricate da molto stress, quello personale e quello della persona aiutata.

Infatti, si riteneva che questa condizione psicologica si presentasse soprattutto nella categoria di lavoratori che aiutano gli altri come medici, infermieri e altre figure sanitarie, ma anche vigili del fuoco, poliziotti, psicologi, psichiatri e assistenti social, avvocati, impiegati commerciali, ect…

Senza un trattamento efficace i soggetti che sviluppano i primi sintomi del burnout sono destinati a una decadenza psicofisica, alla perdita di energia e all’incapacità di scaricare lo stress accumulato.

Chi soffre di questo problema non è più in grado di distinguere la propria vita da quella delle persone con cui lavora o aiuta.

Effetti della sindrome del burnout sull’individuo

Sono diversi gli effetti di chi è affetto da sindrome del burnout tra questi esaurimento emotivo, depersonalizzazione, scarsa realizzazione personale, ogni soggetto tende a sfuggire dall’ambiente di lavoro, si assenta sempre di più e lavora con minore entusiasmo provando frustrazione e insoddisfazione.

La misurazione del burnout può avvenire tramite diversi metodi, quello più conosciuto è la scala Maslach, un questionario composto da 22 domande con cui si cerca di capire se un individuo presenta attive dinamiche psicofisiche che rientrano nel burnout.

Il senso di esaurimento è la prima reazione allo stress che viene prodotto dalle troppe richieste di lavoro e dai cambiamenti significativi, quando una persona sente di aver superato il limite, sia mentalmente che fisicamente, non riesce più a rilassarsi e, priva di energia, non è in grado di affrontare nuovi progetti e nuove sfide.

La persona assume un atteggiamento freddo e distaccato verso il lavoro e le persone che fanno parte dell’ambiente, si tratta di una reazione per proteggere sé stessi dall’esaurimento e dalla delusione, usando l’indifferenza si pensa di stare al sicuro, soprattutto quando il futuro è molto incerto.

Inoltre, nella persona cresce un forte senso di inadeguatezza e ogni nuovo progetto viene vissuto come qualcosa di opprimente, si ha la convinzione che tutto il mondo stia tramando qualcosa contro tutto ciò che si cerca di fare per andare avanti, fino ad arrivare a perdere completamente fiducia in sé stessi.

Come intervenire in presenza della sindrome del burnout

L’incidenza della sindrome del burnout è maggiore nelle persone che hanno età superiore ai 30-40 anni, che non sono sposate e hanno un livello culturale più elevato, questi dati sono stati evidenziati da uno studio della Scuola di Specializzazione in Medicina del lavoro della Sapienza di Roma e della Medicina Aeronautica e Spaziale del Centro Sperimentale Volo dell’Aeronautica Militare.

Se un soggetto presenta i sintomi della sindrome del burnout deve rivolgersi a uno psicoterapeuta professionista che saprà aiutarlo nel trattamento e nella risoluzione della problematica con una psicoterapia mirata.

Non bisogna in nessun modo pensare di poter risolvere da soli il problema, inoltre, nella maggior parte dei casi il soggetto affetto dalla sindrome del burnout non si accorge di averla e potrebbe perseverare dei comportamenti che nel tempo non faranno che peggiorare la propria condizione.

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