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Come usare le protesi oculari: guida per inserimento e rimozione

16 ottobre 2016Autore: ciro 728 views Un commento

protesi-oculariNonostante i grandi processi clinici condotti dalla moderna medicina, non tutti i soggetti affetti da patologie legate – seppur non in senso sempre stretto – all’ambito oculare riescono a salvare il bulbo, un dettaglio che spinge poi all’utilizzo di presidi medico-chirurgici sostitutivi (almeno nell’ottica estetica oltre che igienica) come nel caso delle protesi oculari.

La padronanza e l’utilizzo di questi supporti rappresentano spesso un ostacolo, specialmente nelle prime fasi di convivenza, a causa delle specifiche metodiche di utilizzo illustrate dal medico oculista al paziente al fine di poter opportunamente coprire non solo la cavità anoftalmica quanto anche per garantire la giusta aderenza dei supporti evitando sia irritazioni che un lento decadimento dovuto alla naturale spinta che l’intera struttura oculare – palpebre soprattutto – possono provocare nel corso dell’utilizzo quotidiano generando fastidi e complicazioni.

Come usare le protesi oculari non è quindi semplice e neppure tanto complesso, specialmente se si presta attenzione ad alcuni suggerimenti relativamente la fase d’inserimento e rimozione, scoprendo come seguire esattamente la conformazione morfologica della cavità oculare ed i meccanismi fisiologici di cui tenere conto durante i processi di apertura e chiusura dell’occhio: ciononostante il primo aspetto, quasi universale, al quale prestare la massima attenzione è come sempre l’igiene ricordandosi di inumidire le protesi tramite l’utilizzo di soluzioni prive di alcool, in forma magari anche di gel o gocce, e con un basso contenuto di iodio interno preferendo in tal caso e possibilmente una soluzione fisiologica.

Partendo dall’utilizzo ed il posizionamento in situ, l’inserimento protesi oculari pretende l’utilizzo di entrambe le mani posizionando il presidio (opportunamente orientato per garantire che la forma della pupilla punti in direzione di sguardo) in una mano, l’altra sarà necessaria invece per condurre il movimento all’interno della cavità sollevando lievemente la palpebra superiore ed inferiore. Completato tale processo, verificando che sia perfettamente inserita, ciò per evitare scivolamenti verso l’esterno più imbarazzanti che altro – potrete provvedere al perfezionamento della posizione verificando dinanzi uno specchio il corretto orientamento, il tutto gestendo le mani a seconda che siate destrorsi o mancini senza particolari preferenze.

La rimozione protesi oculari è invece più delicata ed articolata, per avere successo dovrete porre lo sguardo verso l’alto e scostare con la mano dominante la palpebra inferiore sino alla comparsa del bordo inferiore della protesi, a tal punto non vi resterà che inserire l’indice al di sotto di quest’ultima ed effettuare una lieve presa supportandovi con anche il medio sino alla sua completa estrazione. Quest’ultimo non è spesso un passaggio facile, per svariati motivi dovuti anche alla sensibilità del soggetto dinanzi il momento di rimozione, e per tale motivo è possibile aiutarsi anche con specifici uncini pensati appositamente per facilitarne l’estrazione senza però generare rischi di danno alla cavità oculare.

Il processo potrà risultare man mano sempre più semplice a seconda dei casi e nel corso del tempo, la pratica è infatti il primario fattore di successo ed il tempo – insieme alla quotidianità – non possono che migliorare la manualità del paziente rendendolo sempre più confidente con l’uso protesi oculari sino quasi ad azzerrare l’impatto del loro stesso utilizzo.

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Autore: ciro

Un commento »

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