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Come si diventa doppiatori.

2 marzo 2015Autore: admin 989 views Nessun commento

Che i doppiatori www.voci.fm italiani siano fenomenali, chi ama questo mondo lo sa da una vita ed è bene che anche tutti gli altri lo sappiano. A ribadirlo con belle parole è stato ultimamente Silvio Muccino, esclamando proprio che “senza i doppiatori italiani i film non sarebbero questi grandi capolavori cinematografici”.

Lo ha detto proprio per presentare il suo ultimo film dal titolo “Le leggi del desiderio”, di cui non solo è interprete ma anche regista. Il film è uscito nelle sale italiane, con grande attesa giovedì 26 febbraio. Di fatto l’attore e regista sembrava fermo e saldo sulla sua idea che per essere un grande attore non basta un bel visino, ci vuole per forza una grande voce.

Ma oggi iniziare in questo campo significa sudare tanto, qualche doppiatore ormai ben segnato dall’esperienza sottolineano l’importanza della recitazione prima di tutto. Calpestare un palco o sentirsi liberi avanti ad una cinepresa, riesce a modificare e ad avere un certo peso sulla voce e sulle sue tonalità.

Ad esempio diviene quasi inutile partire all’improvviso e andarsi ad impelagare in situazioni come provini, solo per rispondere ad un annuncio e ottenere così un provino. Se poi in realtà si è già fatto qualcosa o semplicemente si ha la prova di poter provare, se non a sfondare, si può sempre tentare rispondendo a quelle che sono le richieste sul web.

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Certo non è qualcosa che si trova tutti i giorni come il pane appena sfornato dal fornaio. Ma è anche vero che da qualche parte si deve partire prima di entrare a far parte di un’affermata scuderia di doppiatori. Molto dipende anche dalla fortuna, prendiamo ad esempio uno degli ultimi annunci che è uscito ad inizio 2015.

Trovare un elenco dei casting e dei provini nel settore, non è complicato, basta spulciare bene il web costantemente. Ad esempio una voce riguarda la selezione di una voce femminile inglese che abbia un età compresa fra i 45-60 anni, per registrare la voce di un video inglese. Ovvio che in queste circostanze, generalmente si va dagli esperti, ergo quando si arriva al doppiaggio bisogna assicurarsi almeno di riuscire a tenere testa.

Oppure altre volte ci si imbatte in qualcosa di più soft, come ad esempio la selezione di una speaker donna, di madrelingua spagnola per un documentario e Pordenone. Si cercava di fatto ad inizio anno una speaker con esperienza ovviamente, preferibilmente di origine Argentina o Sudamericana, sostanzialmente per la narrazione di un documentario girato proprio in Argentina.

Capita molto spesso infatti di imbattersi in ricerche del genere dove a quel punto non si può fare molto, non si può mica improvvisare un accento che viene dopo 20 o 30 anni di permanenza nello stesso luogo. Diversa è la situazione di attrici e attori bilingue (italiano-inglese) per lavoro di registrazione audio nella capitale. Insomma le offerte ci sono e forse c’è un po’ da girare considerando che la nostra Hollywood (Cinecittà) non è un tutto incluso. Ma come si dice “la calma è la virtù dei forti”, quindi meglio perseverare che mollare.

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Autore: admin

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